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2 motivi validi per fare una vacanza studio in Gran Bretagna

2 motivi validi per fare una vacanza studio in Gran Bretagna

Sono diversi i genitori che mi chiedono perché e se mandare il proprio figlio a fare una vacanza studio. La mia risposta è quasi sempre: “Si”. “Quasi” perché la cosa non deve essere forzata, di base l’interesse deve nascere dal ragazzo e la famiglia può incoraggiarlo.

Perché in Gran Bretagna? Perché è un paese relativamente vicino – non sono gli Stati Uniti o l’Australia -, ma, al tempo stesso abbastanza lontano per superare un po’ di nostalgia, comprensibile soprattutto se si tratta della prima esperienza.

La vacanza studio è un’esperienza linguistica ed è su questo aspetto che è giusto concentrarsi. Il ragazzo frequenta ogni giorno tre o quattro ore di lezione che contribuiscono a rafforzare la conoscenza della lingua, in particolare per il metodo comunicativo e pratico che viene utilizzato. Il lavoro è incentrato sulla comunicazione, si praticano tante attività a coppie e in piccoli gruppi con lo scopo di sciogliersi nel parlato.

Inoltre, sul campus si conoscono altri ragazzi stranieri di paesi diversi. Il desiderio di conoscerli per passare del tempo insieme farà si che, inevitabilmente, si metta in pratica quando imparato a scuola. E’ il modo migliore per mettersi in gioco e migliorarsi. Tra l’altro, quanto si apprende in questo modo, si dimenticherà difficilmente perché in futuro verrà collegata sempre la nuova espressione con il contesto specifico. Per fare un esempio, quando ho fatto la ragazza alla pari in Inghilterra ho imparato la differenza tra “sheet”, lenzuola e “shit” che significa qualcosa d’altro…, grazie all’espressione sconvolta del direttore del mio college quando chiedevo. “Where shall I put the dirty shits”? Da quel momento non ho più scordato il significato radicalmente dei due termini!

Se poi la soluzione scelta è la famiglia, si continuerà a parlare in inglese anche in casa, a cena, durante la serata trascorsa sul divano a guardare un film o la mattina prima di uscire di casa. E qui si concretizza il proverbio “di necessità, virtù”. Diversi saranno i momenti in cui il ragazzo si dovrà sforzare di parlare. “When are you doing the laundry?” “Quando fa il bucato?”… arriva sempre il momento in cui si è a corto di calzini. “Will you pick me up at 9 tonight?” “Viene a prendermi alle 21 questa sera?”

Tutto questo, scuola, amicizie e vita in famiglia contribuiscono a rendere la vacanza proficua per l’inglese e per la crescita del ragazzo perché un’esperienza lontano da casa non può che far bene per maturare

Maria Tagliaferri, Responsabile Formazione di Centro Studi Ad Maiora, Direttrice insieme a Concetta Donvito dal 1998.