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Flasche Freunde, Neue Freunde!

Flasche Freunde, Neue Freunde!

È davvero così complesso approcciarsi ad una lingua diversa dalla nostra? Per esperienza e formazione devo confermare che i fattori che intervengono nell’incontro (scontro) con una lingua diversa sono molti, diversificati e inaspettatamente concatenati fra loro: elementi emotivi, in primis a mio avviso, aspetti propriamente linguistici ma anche culturali, motivazionali e molti, molti altri.

Da tre anni a questa parte ho avuto modo di sperimentare personalmente come tutta questa complessità (e ricchezza) nell’incontro con “il diverso” si semplifichi all’ennesima potenza se l’approccio con l’altro e lo sconosciuto sia vissuto con la serenità e l’innocenza di un bambino.

D’Estate amo trascorrere un paio di settimane in villeggiatura fra mare e lago con mio figlio, 3 anni quest’anno. Con lui ho potuto sperimentare con mano l’approccio ludico-relazionale alla lingua straniera vedendo, soprattutto da quest’anno, come il gap linguistico non sia assolutamente un problema, anzi, un vero e proprio trampolino di lancio per l’apprendimento.

La volontà di relazionarsi con altri simili e, non da ultimo, di condividerne i giochi sul bagnasciuga gli ha infatti permesso di ignorare completamente la base linguistica diversa e di apprendere, contemporaneamente, parole ed espressioni di una lingua spesso percepita per preconcetto dagli adulti come particolarmente ostica, ovvero il tedesco. In 5 giorni è riuscito ad instaurare un rapporto di profonda amicizia con la piccola Utte, madrelingua tedesca appunto, nata e cresciuta ad Heidelberg. La loro comunicazione fluiva senza alcun tipo di intoppo, fra il verbale e il non verbale, tant’è che conclusa la settimana mio figlio mi vezzeggiava chiamandomi “Mutti” e la piccola germanofona chiedeva “Scusa!”  con pronuncia, accento e completa proprietà contestuale.

Cari genitori, sfruttiamo queste splendide occasioni di apprendimento esperienziale buttandoci a capofitto con i nostri figli in un’esperienza linguistica fuori dal comune: costruiamo castelli di sabbia, facciamo volare aquiloni, giochiamo a racchettoni con famiglie straniere per comprenderne la lingua e la cultura in un ambiente spensierato, giocoso e oltremodo piacevole.

Personalmente ho i contatti dell’allegra famigliola di Heidelberg e mi prefiggo, situazione permettendo, di andarla a trovare la prossima primavera. Abbasso i falsi miti e benvenuti nuovi amici, quindi!

Nadia Franzosi, docente di tedesco e inglese presso Centro Studi Ad Maiora. Organizza corsi di lingue per adulti e bambini, insieme a Maria Tagliaferri e Concetta Donvito.

Amante del viaggio, pensa che acquisire una nuova competenza ci permetta di conoscere di noi stessi e gli altri e di scoprire un mondo di interessi inesplorati e avventurosi.