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L’inglese si impara meglio con un docente madrelingua?

L’inglese si impara meglio con un docente madrelingua?

Insegno inglese da ormai più di 25 anni e questa domanda mi viene posta dall’inizio della mia carriera. Mi ha creato anche un po’ di disagio inizialmente, visto che non sono madrelingua, ma l’esperienza aiuta a diventare più sicuri di sé e di ciò che si può offrire.

Io stessa da un certo momento in avanti per il mio aggiornamento ho chiesto docenti madrelingua per migliorare la pronuncia, l’intonazione e la padronanza linguistica. E’ importante evidenziare che questo è diventato fondamentale una volta raggiunto un certo livello della conoscenza linguistica. Lo ritengo altrettanto importante per un bambino o un ragazzo in quanto il docente madrelingua trasmette anche la cultura del proprio paese e questo aspetto è decisamente coinvolgente.

D’altro lato, se penso al salto che ho fatto nella conoscenza dell’inglese è stato proprio subito dopo una bellissima esperienza di full immersion in cui ho vissuto con una famiglia americana, a Rochester, per circa due mesi e mezzo. Ho iniziato il soggiorno con le lacrime perché non capivo mezza parola dell’accento americano essendo abituata a sentire solo il British English (all’epoca non si poteva accedere facilmente a fonti autentiche) e sono rientrata con la capacità di capire praticamente tutto, soprattutto se parlavano le persone con cui passavo la maggior parte del mio tempo, come la famiglia che mi ospitava.

L’esperienza è stata ottima, ma iniziavo a farmi tante domande grammaticali a cui non avevo risposta. Mi sono iscritta al primo anno di Lingue e Letterature Straniere e, nonostante fossi nel gruppo intermedio, mi sono spostata nel gruppo base dove due fantastiche insegnanti italiane che battevano il chiodo sulla grammatica con passione ed estrema chiarezza mi hanno fatto fare il salto. Mi hanno permesso di trovare risposta a tutte le domande che avevo e, combinando la conoscenza pratica della lingua alla teoria, ho iniziato a sentirmi molto più sicura trovando le risposte ai miei dubbi.

Per questo motivo ritengo che un insegnante non madrelingua laureato in Lingue possa essere un abilissimo traghettatore finchè il livello dell’allievo non diventa buono, almeno un B1 pieno. Si richiede il docente madrelingua, ho conosciuto madrelingua molto preparati, ma a volte nel loro paese hanno studiato tutt’altro e non sempre si sono preparati in modo adeguato ad insegnare l’inglese ad allievi italiani. Certamente sanno quando usare il present perfect simple e il present perfect continuous per fare un esempio di argomento tosto… ma sono in grado di spiegarlo agli allievi a cui non risulta naturale?

L’insegnante migliore non è necessariamente colui che conosce più di tutti, anche se non si può  prescindere dalla preparazione, ma è chi sa trasferire ciò che sa in modo semplice ed immediato. Se ha vissuto il processo sulla propria pelle, proprio come accade agli insegnanti non madrelingua, molto probabilmente insegnerà con passione, entusiasmo ed empatia, ricordandosi di sé e delle difficoltà affrontate.

Per il madrelingua tutto questo non c’è stato perché, come noi con l’italiano, ha imparato l’inglese in modo spontaneo…Ttu sapresti spiegare perché si dice “glielo” dico io…? A meno che tu non sia un docente di Lettere. Ripeto che non vuol dire che il madrelingua non possa essere un bravo docente, ma il solo essere madrelingua non è sufficiente.

Tra le tante citazioni sull’insegnamento concludo con questa che condivido completamente:

Gli insegnanti ideali sono quelli che si offrono come ponti verso la conoscenza e invitano i loro studenti a servirsi di loro per compiere la traversata; poi, a traversata compiuta, si ritirano soddisfatti, incoraggiandoli a fabbricarsi da soli ponti nuovi.
(Nikos Kazantzakis)

Maria Tagliaferri, Responsabile Formazione di Centro Studi Ad Maiora. Titolare insieme a Concetta Donvito dal 1998.
Appassionata di lingue e di culture diverse, crede che il modo migliore per imparare una lingua sia attraverso l’esperienza e il divertimento organizzati in un metodo esperienziale nel quale desidera cimentarsi.