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Per imparare una lingua bisogna avere sempre un’insegnante madrelingua?

Per imparare una lingua bisogna avere sempre un’insegnante madrelingua?

Di fronte a questa domanda la mia identità di linguista si spacca in due, perché non ritengo si possa dare una risposta netta e decisa. Quanto meno non sento di poterlo fare io, per le ragioni che condivido molto volentieri con voi.

Se ripercorro con la mente tutte le tappe del mio apprendimento linguistico le figure che identifico come più significative e determinanti non sono madrelingua, bensì docenti italiani di lingue straniere. A partire dalla scuola media le mie insegnanti (tutte donne, casualmente) hanno posto delle basi solide su cui io poi ho potuto sviluppare le mie competenze linguistiche. Il loro lavoro, per nulla facile, è stato quello di trasmettere a noi studenti le strutture e le regole grammaticali fondamentali di una lingua straniera. Tutto questo con metodo e precisione, confrontando spesso anche le lingue tra di loro per riuscire ad avere una visione trasversale del linguaggio.

Queste fondamenta sono state il mio punto di forza per gli anni a venire e hanno fatto sì che io facessi mio il metodo di studio che le insegnanti ci proponevano durante le lezioni.

Non nego inoltre che l’amore che provo per le lingue straniere mi sia stato instillato proprio dalle mie insegnanti: il loro non era un semplice “fare lezione” ma seminare passione, interesse, curiosità.

Al liceo e all’università ho avuto modo di partecipare a lezioni tenute da lettori madrelingua, con cui dedicavamo spazio alla conversazione e al miglioramento delle abilità più prettamente fonetiche, di intonazione, e di padronanza della lingua. Le lezioni tenute dalla madrelingua sono state molto utili e preziose perché per noi era come entrare in contatto diretto con la lingua che stavamo studiando: non tutti i ragazzi avevano per esempio la possibilità di trascorrere delle vacanze studio estive all’estero. Poter parlare e, soprattutto, ascoltare una madrelingua, accorciava le distanze tra noi e una lingua fino ad allora fatta solo di testi e qualche audio registrato.

Sono fermamente convinta che una risorsa madrelingua sia importantissima in un percorso di apprendimento linguistico, in quanto veicolo della parte più viva e quotidiana della lingua, oltre che di tutto il patrimonio culturale di cui è parte integrante.

Tuttavia, penso che alcuni aspetti di una lingua straniera vengano insegnati in modo più rigoroso e scientifico da un docente non-madrelingua, perché ha l’obiettività di uno spettatore esterno nell’analizzare e trasmettere le regole di base di una lingua. Fattore, questo, che spesso una madrelingua trascura, non per negligenza, ma perché ritenuto naturale e scontato.

Un insegnante non madrelingua è stato a sua volta studente e riesce quindi a comprendere meglio le difficoltà che affrontano i ragazzi o gli adulti nello studio della lingua straniera.

Per imparare una lingua straniera bisogna avere sì dei buoni insegnanti, preparati e aggiornati, ma ciò che più di ogni altra cosa conta è la motivazione, la spinta che ci viene da dentro.

Che sia per lavoro, per studio, per diletto….ciò che ci farà raggiungere l’obiettivo nell’apprendimento di una lingua saremo sempre e soltanto noi e la nostra determinazione.

Monica Di Paolo, docente di tedesco ed inglese.

laureata in lingue, ha una decennale esperienza lavorativa con la Germania e il mercato tedesco.