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Tedesco o austriaco: esiste la lingua austriaca?

Tedesco o austriaco: esiste la lingua austriaca?

A questo titolo aggiungerei anche lo svizzero. D’altro canto è noto che in Svizzera il tedesco sia una delle lingue ufficiali parlate nel Paese. Tuttavia, sia in Austria che in Svizzera, non ci sono delle lingue “altre”, bensì delle varianti del tedesco standard…e di tedesco si tratta a tutti gli effetti. Con qualche simpatica sorpresa sul fronte austriaco.

Dopo anni di studio del tedesco pensavo di essere pronta ad affrontare la vita in un Paese germanofono, ma una volta arrivata in Austria per una fiera mi son dovuta ricredere: mi sembrava di non capire una parola! Il problema non era una mia improvvisa amnesia, ma il fatto che il tedesco che solitamente si impara a scuola o in un corso è ben diverso da quello parlato in Austria!

Il tedesco austriaco si distingue dal tedesco parlato in Germania principalmente per alcuni vocaboli.

Al primo incontro con un collega di buon mattino mi son sentita salutare con uno squillante Grüß Gott! a cui io ho risposto un balbettante ed incerto Guten Morgen! cercando con lo sguardo conferma nel mio interlocutore. Lui non ha battuto ciglio e ho così desunto di non aver risposto erroneamente…anzi! Quindi quel suono vagamente cantilenante alle mie orecchie altro non era che la variante locale del mio canonicissimo “buongiorno”. Bene, quel saluto era nel mio bagaglio!

Saluti a parte ho presto imparato che in Austria numerosi cibi ed alimenti hanno tutta una loro identità linguistica sconosciuta al mio ligio glossario.

Al mercato non si trovano Kartoffel (“patate”) e Möhren (“carote”) ma bensì i loro alter ego, ovvero Erdäpfel e Karotten.

Se come me siete dei fanatici della Sacher, ricordatevi che la farcitura a base di Marillen non è nulla di esotico, ma si tratta delle immancabili “albicocche”, che in Hochdeutsch si dicono Aprikosen.

Utile per gli appassionati di dolci è anche la parola Obers (“panna”) che i tedeschi identificano rigorosamente con la Sahne. Se andate al supermercato alla fine della spesa seguite le indicazioni per la Kassa, e non la Kasse e se volete un “sacchetto” con cui trasportare i vostri acquisti chiedete un Sackerl e non una Tüte.

Proprio quest’ultimo termine mi dà lo spunto per citare un aneddoto esilarante che mi ha vista protagonista.

Ero in fiera, concentratissima dietro il banco della piccola reception carica di cataloghi e gadget, quando mi si avvicina un piccoletto che con aria angelica mi dice: Hast du Zuckerl? Io ho sgranato gli occhi e gli ho chiesto di ripetermi gentilmente la domanda perché non capivo…una, due, cinque volte, ma nulla, ero mortificata, io la parola Zuckerl non sapevo che cosa fosse…per assonanza pensavo allo zucchero, ma perché mai il bambino avrebbe dovuto chiedermi dello zucchero?? Per fortuna è arrivato un collega in mio soccorso: il povero ottenne altro non chiedeva che “caramelle”.  Nella Umgangssprache (lingua parlata), il diminutivo tedesco -chen viene spesso sostituito da -rl, come in Sackerl o Zuckerl (che significa appunto “caramella”, Bonbon in Hochdeutsch). Rossa di vergogna ne ho regalato un sacchetto intero al bambino.

La lista delle differenze in fatto di vocaboli è lunghissima ed estremamente divertente.

Forse una delle differenze più percepibili tra Hochdeutsch e variante austriaca è la Aussprache, la “pronuncia”: quando gli austriaci parlano è spesso possibile individuare comunque la loro provenienza, perché la loro cadenza è inconfondibile e, secondo me, mette di buon umore chi li ascolta.

Ed ecco un altro buon motivo per cui amare il tedesco: ha infinite sfaccettature e sfumature ed imparare a conoscerle e riconoscerle fa parte della nostra avventura nel mondo delle lingue.

Monica Di Paolo, docente di tedesco ed inglese. Collabora con Centro Studi Ad Maiora.

Laureata in lingue, ha una decennale esperienza lavorativa con la Germania e il mercato tedesco.