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Wanderlust….ohne Ende

Wanderlust….ohne Ende

Quella della Wanderlust è una sindrome fuori dal comune che spinge chi ne è affetto a viaggiare di continuo, a nutrirsi di documentari e guide, a trasformarsi in perfetti organizzatori di itinerari e sempre nuove avventure.

L’etimologia di questa parola tedesca deriva da wandern (escursione, viaggio, gita) e Lust (desiderio, brama). Dalla loro unione nasce un termine che equivale in italiano a “desiderio di viaggiare”, che va ben al di là della semplice voglia di andare in vacanza: è una spinta interiore che nasce da un bisogno profondo di conoscere nuovi angoli del mondo e altre culture.

La meta passa spesso in secondo piano e diventa un semplice pretesto per godersi il puro piacere di viaggiare ed è allora che l’esperienza Wanderlust acquisisce tutto il suo significato e si trasforma in uno stile di vita. Muoversi e non restare ancorati alla propria realtà è la chiave che apre le porte verso un universo intero da scoprire.

Il periodo che abbiamo attraversato negli ultimi mesi e che ancora si sta trascinando in questo inizio d’estate ha messo un freno ai viaggi, soprattutto a quelli verso mete più lontane, esotiche o metropolitane che fossero. Li ha bloccati fisicamente, ma per viaggiare non serve necessariamente prendere un aereo o un treno, possiamo, tutti, farlo benissimo con la nostra mente, gli occhi, le parole, la fantasia…..

E allora perché non prendere un foglio bianco, disegnare una valigia e cominciare a buttarci dentro tutto quello che ci sarà utile per avventurarci in quel viaggio che da sempre avremmo voluto fare ma che per tanti MA e troppi SE abbiamo rimandato a data da destinarsi?..

Non c’è nulla di più emozionante che lasciarsi trasportare dai pensieri, lasciar volare la mente, farle prendere il volo di sola andata per un Paese lontano o per una capitale al di là delle Alpi, lasciarsi ispirare da un racconto sentito per caso alla radio, dal profumo di un piatto speziato che viene dalla cucina di un vicino, dalle note di una canzone, dai ricordi di un libro divorato di notte, dalle foto scovate gironzolando nel web.

Personalmente adoro in modo particolare la fase che precede il viaggio vero e proprio, sedersi e pianificarlo in ogni dettaglio, andare alla ricerca di voli, rotte, alloggi, costruire l’itinerario giorno per giorno, intersecare tutti questi tasselli tra di loro quasi a formare un grande scenario dove saremo noi i protagonisti. È un percorso iperbolico che ci accompagna verso la nostra meta, nuove e infinite strade, esperienze e sensazioni.

Tutti abbiamo certamente un viaggio dei sogni e possiamo iniziarlo da dove siamo proprio ora, semplicemente lasciando andare lo sguardo oltre l’orizzonte e non ponendo limiti alla nostra mente curiosa e vagabonda.

Monica Di Paolo, insegnante di tedesco e inglese. Collabora con Centro Studi Ad Maiora